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La modella ubriaca
Scritta da: sonosempreio (4)

Eccomi di nuovo qua per raccontarvi una delle mie avventure preferite, questa volta con Margherita, una ragazza di due anni più grande di me che da quando ha trovato un miliardario con cui fidanzarsi ha trovato anche i fondi per fare diversi book fotografici, molto utili poi per trovare lavoro come fotomodella. Già da questo si dovrebbe capire che gran figa è, 1:85 (più alta di me), fisico scultoreo con un culo che vien voglia di morderlo e due tette visibilmente rifatte fino ad arrivare ad una quarta abbondante. Capelli lunghi e mossi come piacciono a me color castano scuro, un angioletto a vedersi dal viso, a vedersi per l’appunto.
Cominciavo a prenderci gusto a rimorchiare quando si andava a ballare, quella sera però toccava a me guidare, per cui passai buona parte della serata a ballare senza troppe speranze per la testa. Mentre ballavo mi trovai di fronte un culo stupendo chiuso dentro dei pantaloni bianchi che invitavano a toccare. Facendo con calma mi avvicinai fino a ballare strusciando il mio arnese su quei bei pantaloni, dopo un po’ lei si girò e fu lì che riconobbi quel pezzo di gnocca di Marghe.
-Ciao T! ma come va?? Anche tu qua?? Ahahahah.
Non ci ero mai stato in confidenza, in realtà non ricordavo neanche di averci mai fatto due parole, però era ubriaca fradicia e non stava in piedi, figurarsi ragionare. Fin che c’era da strusciare mi lasciava fare perché probabilmente non se ne rendeva conto. Le chiesi se c’era il suo ragazzo, ma mi rispose di no, che questo era l’addio al celibato di Laura la sua amica. Questo spiegava molte cose, il suo ragazzo era gelosissimo, solo vederla parlare con un altro lo faceva imbestialire, se mi avesse visto probabilmente mi avrebbe messo le mani addosso, ma stasera lui non c’era e lei, per quanto fedele, era ubriaca fradicia.
Provai più volte a farmela durante la serata ma riusciva sempre a scansarmi non so con quale forza di volontà, andai a prenderle un drink e dissi al barista che lo volevo fortissimo ma che sembrasse un succo. Fui accontentato alla perfezione e quando glielo portai come previsto credette che fosse un semplice succo al pompelmo.
Ormai le mie mani erano un tutt’uno con il suo culo che tanto avevamo sognato tutti quando mi disse di accompagnarla verso il bagno che non stava bene. Pensavo già di dovermi sorbire il suo vomito e la cosa mi fece incazzare, non sarei riuscita a farmela, poi però mi venne un idea.
Dai bagni non c’erano buttafuori, così la portai fino dentro il bagno dei ragazzi e chiusi entrambi dentro uno scompartimento. Lei rideva come una matta perché non si ricordava cosa fosse venuta a fare in bagno (per fortuna non sboccava ancora). “Ma come Marghe! Mi hai detto che volevi un lecca-lecca e te l’ho portato” “ma io non vedo lecca-lecca ahahahahaah” allora mi abbassai i pantaloni e ne usci il mio pene in perfetta erezione. Dopo la solita risata finalmente lo prese in bocca, non ci potevo credere! Un pompino da una modella! Non era un granché a causa del suo stato mentale, pensavo già di scoparmela quando mi prese il dubbio che ritornasse in sé a causa del dolore e dall’eccitazione che le sarebbe derivata. Come fare? Mi venne un idea, tirai fuori lo smartphone e cominciai a fare un video mentre mi spompinava. Le feci anche dire che voleva il mio lecca-lecca e glielo tolsi dalla bocca per far sì che se lo riprendesse con forza in modo da fare un video ben compromettente. Alla fine (più per impegno mio che per merito suo) le venni in bocca e la feci ingoiare, cosa che le causò il vomito. La lasciai lì e quando tornai in sala dissi alla sua amica che Marghe era in bagno a vomitare così andò ad aiutarla mentre io me ne tornai a casa.
Durante la settimana successiva in base ai suoi stati sui vari social network e ai commenti sulle foto delle sue amiche potei appurare che avendo bevuto troppo non si ricordava nulla della festa per cui neanche di me. Era la situazione ideale, potevo coglierla di sorpresa.
Avevo il suo numero perché avevamo fatto gli animatori in una colonia estiva con altri ragazzi e la chiamai per dirle che stavo facendo un film di quelle vacanze come ricordo e mi serviva anche il suo aiuto perché lei aveva tante foto ecc. Rimase un po’ stupita perché, come detto, non ci eravamo quasi mai parlati visto che lei era una figa così e guardava solo i più grandi. Comunque le dissi che ero a Milano il giorno dopo e che se voleva passavo a casa sua. Disse che andava bene che tanto era a casa.
Il giorno dopo venne ad aprirmi, come tutte le ragazze che credono di avere classe era ben vestita anche per una cavolata del genere e ne fui soddisfatto, almeno non me la ritrovavo struccata e in tuta. Il trucco non era pesante m a c’era, soprattutto di rossetto, indossava pantaloni leggeri color blu scuro e una polo rossa.
“Prego entra pure T” “Grazie Marghe, scusa il disturbo ma ti volevo far vedere il video che ho preparato, ci sono alcuni buchi e magari tu hai delle foto da prestarmi”
Mi fece accomodare in salotto, le diedi il dvd e lo fece partire. Quel filmato me l’era già studiato a memoria, mi concentrai sulla sua faccia che da allegra come al solito diventò prima sconvolta, poi pallida e infine rossa di rabbia quando capì che era lei a fare un pompino.
Cominciò a urlare e mi beccai anche uno schiaffone in faccia che mi fece malissimo, forse fu quello che fece cambiare atteggiamento anche a me “Vedi pure di startene calma Marghe, quello è il video del pompino che mi hai fatto sabato di tua spontanea volontà e se non te ne stai buona una delle copie che ho a casa finisce dritta dritta dal tuo Enzo, poi vediamo se vai ancora a fare sfilate” Per quanto l’odio nei suoi occhi continuava ad aumentare si calmò, mi chiese cosa volessi da lei e che avrebbe pagato qualsiasi cifra per avere tutte le copie. La irrisi, le dissi che non ci fanno le corna così e che non sarebbero bastati i soldi, con un sorriso beffardo le dissi che doveva pagare in natura e fare tutto quello che volevo, poi avrei distrutto tutto. Si mise a piangere quando realizzò che non aveva scelta, poi però le ordinai di darsi una lavata che non la volevo con le lacrime. Le dissi di farsi una doccia, truccarsi bene e presentarsi in salotto con solo autoreggenti nere addosso.
La aspettai tre quarti d’ora, cominciavo a stancarmi quando la porta del salotto si aprì. Entrò e mi si bloccò il fiato da quanto era bella. I capelli le cadevano addosso come a una dea, le tette erano davvero grandi ma stavano su come scolpite e la figa era accoratamente depilata, oltre alle autoreggenti poi aveva dei fantastici tacchi che la rendevano ancora più eccitante. Non era il corpo però a lasciarmi senza fiato, ma gli occhi, infatti avvicinandosi mi disse “va bene hai vinto tu, sia chiaro però che non avrai me, bensì una troia e basta” MUSICA, era in mio possesso. Ero seduto e mi si accavallò sopra spingendo le sue tettone verso il mio addome, le nostre lingue si intrecciavano mentre palpavo quel corpo le cui foto mi avevano ispirato per tante seghe, le mordicchiai i capezzoli e cominciò anche a gemere. La feci sdraiare, presi le sue mani e le misi sulle sue tette e la feci continuare ciò che facevo io, pizzicandosi quei capezzoli così duri mentre io mi avvicinavo alla sua figa per leccarla. Mi bastò eccitarle il clitoride con la lingua per farla venire una prima volta, la guardai in viso dopo, mentre godeva era bellissima, sembrava uscita da un film hard.
Mi sdraiai su di lei e cominciai a stantuffarla mentre baciavo quel seno fantastico, devo ammettere che non fu la mia miglior prestazione perché venni abbastanza in fretta (ma aveste visto il corpo che vedevo io, difficilmente avreste fatto meglio voi), ad ogni modo la guardai in viso e le dissi che adesso doveva ripetere il pompino dell’altra sera che non era finito qui. Non ci volle molto a farmelo diventare di nuovo duro, con la bocca non era molto esperta ma il vedere ballonzolare quel corpo intorno al mio pene ebbe un effetto miracoloso. “Brava troia, adesso mettitelo tra le tette, brava così, adesso sai cosa fare vero?” Con quelle tette mi fece una spagnola da dio, con la bocca non era granché, ma doveva essere abituata a fare spagnole perché serrava le tette con molta forza, come fosse abituata. Pensai che il buon Enzo aveva pagato la plastica alle tette per un motivo.
“Adesso a 90 puttana che non sei altro”
“Si ti prego mettimelo nel culo” era la prima volta che mi diceva di scoparla, il cazzo diventò d’acciaio e ritornò alle massime dimensioni, le presi i fianchi, mi sputai sul cazzo e senza neanche oliarle l’ano glielo infilai tutto. Inutile dire che si pentì ben presto della sua affermazione, urlò che ebbi paura che venissero i vicini a suonare, anche se non sarebbe stato un gran problema, in fondo aveva ancora due buchi liberi la troia!
Non so per quanto la penetrai, sta di fatto che alla fine aveva una galleria e ci si poteva tranquillamente infilare due dita senza toccare le estremità. Quando me lo tolsi la feci inginocchiare e le venni copiosamente in faccia e suo seno. Era bellissimo vedere quel viso mentre si leccava le labbra per raccogliere la sborra..
Il debito era pagato, come promesso distrussi tutte le copie del video, nonostante ciò quando Margherita e Enzino sono in crisi ogni tanto lei mi chiama, per farsi… consolare ;)

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